Urbino Palazzo Ducale, Sale del Castellare
16 settembre – 8 ottobre 2006
La cultura enciclopedica e senza confini disciplinari di un poeta cresciuto dentro l’illuminismo. Un itinerario è terminato, ora ne inizia uno nuovo, quello che ogni visitatore costruirà dentro di sé.
La serie di fotografie, scattate appositamente per la realizzazione di questa mostra, segue, non solo metaforicamente, il movimento degli occhi del poeta, in un percorso che dal paesaggio lo porta dentro i libri e dentro la scrittura, per poi uscire di nuovo, in forma di parole che superano i confini del tempo.
Lo sguardo fotografico di Gianni Berengo Gardin inizia fuori, dalla strada e dalla facciata della casa patrizia in cui il poeta si è formato, attraversa lo scalone, il giardino, ed entra curioso in biblioteca.
Prima uno sguardo d’insieme, poi sempre più vicino, apre le pagine di quei libri e scopre le parole e le immagini su cui si è formata la cultura enciclopedica e senza confini disciplinari di un poeta cresciuto dentro l’illuminismo.
Per poi confrontarsi in un commovente vis-à-vis con la scrittura e le parole nate in quelle stanze per rimbalzare nella memoria delle generazioni successive: lo scrittoio, la penna, gli autografi, le prime edizioni…
Trattati filosofici e naturalistici, storia e religione si intrecciano e si incontrano in una serie di foto sapienti che riportano all’oggi la storia di una cultura solo in apparenza distante.
E poi si stacca leggero, e posa il suo obiettivo verso un colle che per sempre nasconderà l’infinito.
Autore: Gianni Berengo Gardin
Progetto e coordinamento: Codice
Curatela: Maria Perosino
vedi: www.fondazionebo.it






