“Talora bisogna aprirsi la strada con il machete e ci vogliono ore di cammino per coprire qualche chilometro. Può bastare una distanza di pochi metri per non vedere più i propri compagni che scompaiono inghiottiti dalla vegetazione.”
Con queste parole Luigi Luca Cavalli-Sforza descrive una delle spedizioni in giro per il mondo alla ricerca di campioni da analizzare e popoli da incontrare. Nei suoi racconti i risultati ottenuti negli oltre sessant’anni di carriera scientifica si fondono con la descrizione delle strade percorse e delle persone incontrate, dando vita a un nuovo modo di fare ricerca in campo genetico.
Luca, come preferisce essere chiamato, ha avuto una vita straordinaria: ha lavorato con premi Nobel, si è circondato di collaboratori eccellenti, ha pubblicato sulle principali riviste scientifiche internazionali ed è ufficialmente riconosciuto come uno dei più importanti genetisti viventi. Ma quello che lo ha reso davvero unico è la passione per il viaggio. A un certo punto, nel pieno della carriera scientifica, ha capito che se voleva davvero descrivere la storia dell’umanità doveva riporre il camice stirato in un cassetto del laboratorio, indossare stivali e pantaloni comodi e mettersi alla guida di un fuoristrada per raggiungere quei popoli in Africa che vivevano come i nostri antenati di 10.000 anni fa.
La mostra restituisce al visitatore la complessità della vita e del lavoro di Luca, attraverso le fotografie che lui stesso ha scattato nel corso delle spedizioni scientifiche e le parole che, assieme al figlio Francesco, ha scritto, in una sorta di resoconto di viaggio. Un diario fatto di appunti, immagini e intuizioni che ci permette di capire qualcosa di più di come funziona la scienza.
Milano, Museo Civico di Storia Naturale
25 gennaio 2012 – 1 aprile 2012
Promossa da Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, Moda e Design - Polo Musei Scientifici, Milano - Museo Civico di Storia Naturale, Milano
Con il contributo di: Fondazione Garrone, Fondazione Bracco








