
Giovedì 20 gennaio 2011 inaugura la sesta edizione del Festival delle Scienze, prodotto da Fondazione Musica per Roma in partnership con Telecom Italia e in collaborazione con Codice. Idee per la cultura. Un appuntamento con i nomi più autorevoli della scienza internazionale per affrontare un tema che da sempre occupa l’immaginario dell’umanità: la fine del mondo.
Al di là delle storie e delle suggestioni che turbano e invadono l’immaginario collettivo, che cosa sappiamo realmente della fine della specie umana e del pianeta che la ospita? E’ vicina o lontana da noi? Stiamo sottovalutando o sopravvalutando le potenziali cause di un’estinzione e di una catastrofe? Se fosse davvero vicina, sapremmo prevederlo? E soprattutto, quanto dovremmo preoccuparci?
Il Festival delle Scienze di Roma 2011 affronterà il tema come sempre dalla prospettiva della scienza più avanzata, riunendo i grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale, ma anche letterati, filosofi e storici della scienza, osservatori ed esperti per capire e discutere, non senza una certa dose di salutare ironia, che cosa sappiamo davvero del tramonto finale che ci attende.
Tra i tanti eccellenti relatori del Festival, presenze di spicco come Giovanni Bignami, Remo Bodei, Lisa Randall, Brandon Carter, Ugo Bardi, John Leslie, Alan Weisman, Michael Benton, Giovanna Tinetti, Peter Ward, Giuseppe Ippolito, Robert Smith, Bill McGuire, Massimo Livi Bacci. Sul fronte artistico e letterario, un’eccezionale lectio inaugurale di Ian McEwan che parlerà del suo “Blues della fine del mondo” e un ironico spettacolo di Stefano Benni dal titolo “L’ultima astronave”.
Codice. Idee per la cultura firma la progettazione dei contenuti dell’evento, la direzione scientifica e il coordinamento organizzativo.
Per informazioni dettagliate sul programma: www.auditorium.com.










Ho seguito diversi eventi (lectio magistralis e dialoghi) del festival delle scienze 2011, e generalmente li ho apprezzati tutti. E ho apprezzato, altresì le introduzioni di Telmo Piovani. Ma ho un interrogativo: quei due che hanno trattato l’argomento “a quando le fine dell’umanità”, Willard Wells, e “come sarà il mondo senza di noi?”, Alan Weisman, dove li avete presi?
Guido Vaccaro
Grazie mille per la sua partecipazione, e per il suo gradimento. Per quanto riguarda i relatori: Alan Weisman insegna giornalismo alla University of Arizona, e collabora con «Harper’s», «The New York Times Magazine», «The Atlantic Monthly» e «Discover». Per Einaudi ha pubblicato il notissimo Il mondo senza di noi, da cui è stato tratto un documentario omonimo. Di Willard Wells, autore di Apocalypse When?, è possibile trovare una biografia completa a questo link.
come fisico interessato a una diffusione in Italia della conoscenza scientifica seguo da anni i festival.
resto deluso anche in questo ultimo sul tempo dal basso livello sia culturale ( cioè rivolto a un largo pubblico) sia tecnico scientifico delle introduzioni e delle relazioni.
Per migliorare questa vs lodevole impresa se ne potrebbe discutere fra esponenti diversi, come fisici, biologi, pedagogisti, filosofi della cultura italiana ?
In attesa di vs comunicazioni sulla mia proposta,
grazie
Salvo D’Agostino
Gentile Salvo D’Agostino,
la ringraziamo della sua partecipazione, che ha permesso al festival di raggiungere e superare il tetto dei 20.000 visitatori, con un incremento di oltre l 20 per cento rispetto allo scorso anno, portando a un largo pubblico la voce alta, autorevole e libera di scienziati come, fra gli altri, Ian Tattersaal, Giulio Giorello, Richard Gott, Giovanni Amelino Camelia, Carlo Rovelli e Ronald Siegel: antropologi, filosofi, fisici che hanno contribuito a far sì che la scienza appaia sempre più come un elemento indispensabile del sapere e non un patrimonio di pochi. La attendiamo, quindi, alla prossima edizione.