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Scritto da Staff il 9 ottobre 2010 | Categoria: News | 12.031 views

2050 il Pianeta ha bisogno di teLa mostra 2050: il pianeta ha bisogno di te è in programma alla Rotonda della Besana dal 9 novembre 2010 al 30 gennaio 2011 e in seguito a Venezia e in altre sedi museali. Realizzata in partnership con il Science Museum di Londra, una delle più grandi istituzioni museali mondiali, intende sollecitare la necessità di una sempre maggiore conoscenza da parte di tutti, dai bambini ai decisori, dei temi legati alla nostra capacità di progettare uno sviluppo sostenibile, inserendosi nel piano organico di informazione sui temi del futuro della Terra in occasione dell’Anno Mondiale della Biodiversità delle Nazioni Unite.
La mostra propone un’esplorazione di come si vive e si vivrà in un pianeta che sta cambiando: i visitatori sono accompagnati da quattro “personaggi del 2050”, in un viaggio alla scoperta delle tecnologie applicate alle necessità quotidiane, dei diversi approcci alla sostenibilità e in una visita in una città del futuro.
La mostra è affiancata da un intenso programma didattico per le scuole e le famiglie e da incontri di approfondimento con esperti internazionali.

La mostra è presentata da
FOCUS

Visita il sito web dedicato alla mostra: www.2050ilpianetahabisognodite.it

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4 COMMENTI per " 2050: il pianeta ha bisogno di te "

  1. caterina scrive:

    highly recommended.
    Vista a Londra tornerò anche a Venezia!

  2. Micaela T scrive:

    piaciuta moltissimo!

  3. tullia ajmar scrive:

    Gentili Signori
    Piena di speranza e curiosità per il tamtam mediatico ed informale che questa mostra ha avuto, ho portato ieri i miei tre figli e convinto il marito. 20 euro.
    la spesa sarebbe stata accettabile se la mostra fosse stata almeno passabile.
    E’ il trionfo del videgioco, superficiale e costruito in modo che per i bambini l’unica cosa importante è schiacciare i tasti, non il perchè nè il contenuto.
    E questo l’ho notato in tutti i bambini/ragazzini che ieri si trovavano là a giocare, non è quindi un bias dei miei figli non abituati a giocare con giochi elettronici e pertanto forse troppo eccitati all’idea di averne uno a portata e con la benedizione genitoriale.
    Purtroppo anche i contenuti – comunque – mi sono sembrati troppo superficiali e deviati/devianti. ho provato io stessa a fare qualche gioco per capire se immergendomi la prospettiva da “adulto” cambiasse, ma è stato anche peggio: ho provato a creare il cibo: alla domanda se preferissi farlo in laboratorio, nel campo o nell’industria (mi pare…potrei sbagliare le definizioni e me ne scuso) ho scelto il campo e poi ho scelto di cucinarlo. senza chiaro motivo da una piantina verde è venuta fuori una torta al cioccolato improbabile. non si trova una spiegazione che chiarisca perchè sia meglio una scelta piuttosto che un’altra, e la valutazione sulle scelte fatte non permette di capire se ci siano delle scelte da preferire o meno e perchè. Lo stesso vale per la creazione di mezzi per lo spostamento. l gioco del cibo porta solo a pensare di dovere arraffare il più possibile, e la foglia di fico della domanda finale non è presa sul serio nè da adulti nè da bambni.
    Peccato, un’occasione persa, non solo dal punto di vista educativo, ma anche e soprattutto della corretta informazione.
    Occasione perduta anche per il futuro. Sono davvero questi i figli che vogliamo un giorno essere la “società”: pensiamo di essere in grado di attrarli solo con qualche giochino elettronico colorato? Meritano di più.

  4. Staff Pianeta scrive:

    Gentile Signora, la mostra “2050. Il pianeta ha bisogno di te” è una sorta di esperimento, un tentativo di diffondere concetti generali sul tema della sostenibilità ambientale in modo immediato e non accademico. L’approccio interattivo e la quantità contenuta dell’apparato testuale vanno nella direzione di fornire spunti di riflessione senza indicare soluzioni precostituite che, col tempo, diventano inevitabilmente datate e, comunque, vanno sempre intese nell’ambito di una combinazione di soluzioni anche molto differenti fra loro, efficaci nel loro insieme, e sempre passibili di essere migliorate. Alla visita della mostra era possibile affiancare la partecipazione alle attività didattiche, appositamente studiate per approfondire alcuni degli aspetti inevitabilmente solo sfiorati nel percorso espositivo.

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